il coraggio di essere fragile nell’epoca del pensiero positivo

Nell’epoca in cui senza frasi motivazionali non siamo nulla, siate il nulla. I social media ne sono pieni, ne sparano un po’ di qua un po’ di là per tenerci buoni e per farci restare la voglia di vivere cinque minuti in più, imbastiti di una parvenza di speranza, eppure non basta. I social media … Continua a leggere il coraggio di essere fragile nell’epoca del pensiero positivo

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parole, parole, parole (caramelle non ne voglio più)

Oggi pensavo che le parole sono inutili. Che le parole che abbiamo inventato, dopo i suoni, per associarle alle persone, alle cose o -peggio!- alle sensazioni, sono in realtà la morte di esse (delle sensazioni, s’intende) perché si impongono e poi ci impongono di spiegarle, di analizzarle e talvolta persino di curarle, scandendole a sillabe. … Continua a leggere parole, parole, parole (caramelle non ne voglio più)

#MeToo: come cancellare un secolo di lotta femminista

Probabilmente la più infame, gretta e reazionaria cazzata mascherata da rivoluzione marchiata 2018, il movimento #MeToo -che deve il conio del suo nome all'attivista Tarana Burke e all'attrice Alyssa Milano- è il flagello dell'epoca attuale. Ce ne sono di flagelli, prima di preoccuparsi di un movimento femminista... Taaaaac, eccovi, lì vi voglio, è proprio lì … Continua a leggere #MeToo: come cancellare un secolo di lotta femminista

“Son sicura che andrò in Paradiso” | tragedia di una sirena

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mansfield-jayne-kiss-them-for-me_03-e1427220446718-1200x919Un breve viaggio a perdifiato finito in morte. Dopo lo schianto, il volo. E una testa di capelli biondo platino, come una stella cadente, lanciata alla cieca sulla strada, lontano dalla Buick Electra bianco metallizzato del ’66. Questa è la fine di Vera Jayne Palmer, l’ultima maledetta della scena statunitense, e anche -secondo le parole di Oriana Fallaci- la donna piu sincera di Hollywood

«Mi par di capire che questa Jayne Mansfield le piace parecchio» le chiedeva la giornalista. E la Mansfield: «Oh, sì! Sì! Sì! Mi piace tanto! Mi piace di fuori, come è fatta di fuori, come è fatta di dentro, mi piace da tutte le parti, non c’è niente e nessuno al mondo che mi piaccia quanto lei. Senta: è carina, è simpatica, è allegra, è buona, non dà noia a nessuno, non mette le corna al marito, se piange le passa, è un’attrice…

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Venezia | L’Hotel Des Bains s’illumina di cinema (1932-2018)

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image1(38) L’Hotel des Bains in questi giorni | foto di Irene Usai

1932 – 2018.

Numero 86.

Questi sono gli anni percorsi e raccontati, momento per momento, dalla meravigliosa Mostra in onore della storia del Festival del Cinema di Venezia, al Lido.

Quale location migliore dello stesso scenario del capolavoro di Visconti, Morte a Venezia?

Siamo infatti al magnifico Grand Hotel des Bains, imponente e bellissima costruzione del 1900, simbolo della Belle Epoque veneziana, che ospitò le più straordinarie e chiacchierate personalità del secolo scorso e, non da ultimo, funse da scenografia per memorabili pellicole d’autore.

Questa volta il Des Bains si trasforma in museo, anzi, in percorso. Un percorso espositivo di centinaia di immagini e filmati di icone, autori, muse e film in successione cronologica, dalla fondazione del festival nel 1932 alla 75esima edizione, quest’anno.

image1(37) 1934: la bellissima locandina della seconda edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica…

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OSSESSIONE | storia del film che ha salvato l’Italia

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42270095_2552268378164766_1203586974644961280_n Il celebre bacio sulla spiaggia, Ossessione

16 maggio 1943.

I ragazzi di allora ricordano ancora l’atmosfera di quel giorno, quando in alcune sale (oggi diremmo in selected theatres) uscì Ossessione, il primo lungometraggio dell’allora trentenne Luchino Visconti.

Ossessione-1600x900-c-defaultI testimoni parlano di essere usciti dalle sale come storditi e pervasi dall’atmosfera cupa e sensuale di un’Italia in cui non sapevano di vivere e che non erano certo preparati ad immaginare, abituati ai racconti dell’attenta e manipolativa cronaca fascista. Un’Italia immaginaria, tanto era povera e sgangherata. Questa non è l’Italia! scrisse la critica di regime, è un’Italia di fantasia! Eppure, nell’attraversare quelle due fosche ore, tanto intriganti e tormentate, a qualcuno parvero familiari l’ambiente povero e scarno, la vita grama e agra e le frustrazioni dei giovani protagonisti della pellicola. Qual era la verità? Dove stava l’inghippo?

1374298022-ipad-609-0Per comprendere pienamente l’effetto di Ossessione sul pubblico e sulla società italiana…

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“Dove la porto, signorina?” | Titanic compie vent’anni

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enhanced-22247-1408385123-10Su una stella…

Abbiamo tutti nella memoria questa mano: chi la riconoscerà a prima vista è infondo infondo un romanticone, a chi ci metterà di più poi scapperà un sorriso, quando la assocerà all’unica e mitica scena d’amore di Titanic (1997), iniziazione al sesso e al pianto di tutta la mia generazione.

Kate-Winslet-Ma-scene-de-nu-dans-Titanic-me-hante-encore_width1024 L’indimenticabile scena del ritratto

E pensare a quanti di noi non sono mai riusciti a guardarla perché si vergognavano davanti ai genitori ed erano costretti a fare avanti e indietro con il nastro della cassetta un po’ a tentoni nei dieci minuti a casa da soli, per vedere quale mistero si celasse mai dietro la mano di Rose che si spalmava sul vetro appannato e cosa mai avesse quel vetro da appannarsi, poi…
E pensare a quanti di noi aspettavano i tempi lunghissimi del film per vedere un fazzolettino di intimità tra questi due indimenticabili protagonisti, icone…

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