Happy End – la recensione

La mia recensione

21st Century Cinephiles

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L’incomunicabilità degli affetti e l’inesistenza di solidarietà in famiglia ai tempi dell’iphone: questo mi saltava continuamente alla mente durante la visione del film. Un film fatto di sconnessioni e sovrapposizioni, inganni e affetti taciuti, in cui il pubblico onnisciente può vantare quelle consapevolezze che ai protagonisti non apparterranno mai.

TRAMA 

La piccola Eve lascia la casa della madre quando questa viene ricoverata in ospedale per un malore, e si trasferisce a vivere presso la villa della borghesissima famiglia paterna: il padre -medico che protrae un’ormai atrofizzata relazione con la nuova compagna, con la quale ha un bimbo-, la zia (Isabelle Huppert) -un’instancabile imprenditrice estranea agli affetti sinceri, ma acida ed avida- ed il nonno Georges (Jean-Louis Trintignant), il personaggio più intenso, acuto ed interessante della famiglia, che, arrivato ad 85 anni, reputa di aver vissuto abbastanza e non vede l’ora cali il sipario sul palcoscenico della sua vita.

image4 La piccola…

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