EMOZIONE ALIENAZIONE | Antonioni e la tetralogia dell’incomunicabilità

21st Century Cinephiles

monica-vitti-michelangelo-antonioni Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, sua musa e compagna

Una cieca passione adulterina nella Sicilia rocciosa, una tensione che si spegne e si accende tra le campagne notturne, un tenero amore nella deserta Roma razionalista e una donna sola al mondo nella Ravenna più disumanizzata che si possa immaginare: con queste quattro immagini si possono descrivere brevemente le ipnotizzanti sensazioni generate da L’avventura (1960), La Notte (1961), L’Eclisse (1962) e Deserto Rosso (1964), i quattro film fondanti la poetica dell’incomunicabilità, o la tetralogia desertica di Michelangelo Antonioni, più noto nel mondo per la regia di Blow Up (1966) o Zabriskie Point (1970), film che dialogano principalmente con l’annoiata gioventù hippie del tempo.

lavventura-b Gabriele Ferzetti e Monica Vitti ne L’Avventura (1960)

Una costante, a caratterizzare la continuità della tetralogia: la voce roca e la bellezza dolce e graffiante di Monica Vitti, una mezzaluna, una leonessa di miele, una nobile zingara esistezialista…

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