Io me lo ricordo bene | 50 anni senza l’immenso Pietrangeli

21st Century Cinephiles

iknewherwell_spotlight7Un colpo al giradischi: la vita di Adriana salta nel vuoto al ritmo del Letkiss delle Kessler in Io la conoscevo bene (1965), considerato l’opera maggiore di Pietrangeli. La musica, in particolar modo le canzonette del tempo, riveste un ruolo di primaria importanza nel suo cinema.

Potremmo riassumerla così: una ragazza viaggia da sola, a piedi, in corriera, in automobile, scanzonata o attonita, improvvisamente “illuminata”. Non viaggia verso qualcuno, piuttosto si allontana da qualcuno. Non è detto che raggiunga la felicità, a volte raggiunge la morte, molto più spesso la disillusione completa.
Quello che è certo è che, ogni volta, questo tragitto si può leggere come un soprassalto, improvviso ma incancellabile, di coscienza.
Da questo punto di vista, carica di significato appare la sequenza de Il sole negli occhi in cui Celestina, ormai a servizio, incontra per l’ultima volta i fratelli in procinto di partire per l’Australia. La ragazza…

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